Dividiamo le foto in poche semplici categorie.
La suddivisione la faccio un po’ alla cazzo perché voglia di fare le cose per bene ne ho poca e obiettivamente, non ho nessuno che mi spieghi bene le mille domande che avrei da porre su questa disciplina.
Mi limiterò a fare considerazioni da principiante e blasfema.
Sono una che si è appassionata solo quando è arrivato il digitale, perché nei 24 o 36 scatti dei rullini ci stavo stretta, e mi innervosivo quando, una volta sviluppate, le foto risultavano ben diverse da come le avevo immaginate.
Comunque digitalmente parlando, un tentativo lo faccio.
Foto da MySpace (o più facilmente da Netlog)
Chiamiamolo pomposamente AUTORITRATTO.
Realizzare una foto di questo tipo è semplice: si impugna una macchina fotografica digitale con l’obiettivo rivolto verso il proprio ridente faccione, e si scatta.
Il soggetto in questo caso occupa gran parte della foto, e per questo è di grande importanza.
Con questo metodo è facile identificare molte cose del personaggio ritratto.
Questa abitudine ha generato una sorta di morbo su internet.
Se prima, con l’analogico, ci voleva qualcuno che scattasse la foto al soggetto, altrimenti veniva sfocata perché troppo vicina, adesso tutti hanno la possibilità di avere un sacco di foto proprie semplicemente scattandosele da soli.
Tutto molto bello, peccato che molto spesso foto di questo genere siano terrificanti!
Tra quelli che mettono le dita a cuoricino, quelli che tra cappellino, occhialoni da sole e trucco pesante non li si vede in faccia, quelli che si fotografano gli addominali in bagno col cellulare, quelli che scattano dall’alto per far vedere solo una bellissima attaccatura dei capelli e poco altro… è difficile vedere un “AUTORITRATTO” decente…
Gli “AUTORITRATTI” possono anche essere di coppia, e quelli sono anche più frequenti.
Tra amici o con l’uomo la modalità è la stessa, si prende, si gira e si scatta.
Di queste capisco di più il senso: si è in giro, si vuole immortalare il momento senza fermare il turista che magari scappa a busso con la costosissima macchina in mano e quindi si scatta da soli che si fa sempre bene.
Quelle a soggetto singolo in genere consiglio di farle solo quando si è particolarmente in tiro e non c’è un’anima che ci possa immortalare in tutto il nostro splendore.
Però davvero… di addominali in bagno, di occhiali da sole, di dita a cuoricino, e di ciuffi fino a sotto il naso non se ne può davvero più. Inventatevi qualcosa di nuovo, oppure andate di fototessere!
Chissà che pagando non siate un po’ più ricercati nelle foto che fate.
Foto Ricordo (di gruppo e non)
I Gemelli Diversi hanno dedicato una canzone a questo tipo di fotografia, e ammetto non senza vergogna, che tale canzone mi piace, e anche tanto.
È la foto che non si può fare scattando da soli, in quanto si desidera prendere qualcosa di più di un mezzo busto (pardon, una Mezza Figura) e si ha la necessità di qualcuno dietro la macchina.
Quindi che si fa? Si chiama qualcuno, e si chiede “Ci fai una foto?”
Ora, ho già detto che temo molto a dare la mia preziosissima macchina fotografica digitale in mano a un estraneo in quanto temo sempre che una volta impugnata, fugga, si disperda tra la folla e mi privi di uno degli oggetti più importanti della mia esistenza.
Quindi in questi casi, cerco possibilmente di far scattare la foto a qualcuno che conosco, in modo da avere la (sempre discutibile) certezza che non mi deruberà… e in ogni caso conoscerei nome e cognome!
La situazione è questa quindi: si chiama, si affida, ci si mette in posa, si scatta, si guarda come è venuta la foto. E qui quasi sempre mi incazzo…
Ho già scritto da qualche parte del mio odio PROFONDO per le foto tagliate male, no?
È più forte di me, la foto a figura intera più bella del mondo, se è sprovvista della punta della scarpa del soggetto mi inorridisce. Quando ho di nuovo in mano la mia macchina quindi, per prima cosa non guardo nemmeno come sono venuta, ma se sono/siamo tutta/i nei bordi della fotografia.
Ho mangiato più di una faccia in casi eclatanti di foto di merda e continuerò a farlo finchè la gente continuerà a tagliare le foto male.
Foto Artistica (e qui tutto si complica)
Ho rotto molto le palle a tutti quelli che ritengo competenti in materia su questo argomento ultimamente.
Un dubbio mi attanaglia quando mi trovo di fronte a una foto bella.
Cosa RENDE una FOTO ARTISTICA?
Qual è la SOTTILE DIFFERENZA tra FOTO BELLA e FOTO ARTISTICA?
Ho letto da qualche parte che la foto artistica è quella che “trasmette qualcosa”.
Benissimo, d’accordo, ok… ma una foto può trasmettere qualcosa a me e nulla a un altro.
“L’arte è soggettiva” lo so anch’io, ma c’è un tipo di arte fotografica che rimane nei cassetti e negli album e nei computer della gente, e un tipo di arte che finisce strapagata nelle mostre.
Qualcuno un lunedì di quest’anno, da dietro la cattedra che ho davanti tutti i giorni a scuola, ha detto che se uno è consapevole di fare arte allora produrrà certamente dell’arte (l’esempio era Andy Warhol, autore di un film lungo 8 ore che mostra un uomo che dorme. Visto che aveva intenzione di fare arte e non uno studio sul sonno, il suo girato è arte).
Stando a questo concetto chiunque non abbia intenzione di fare arte nel momento in cui scatta una foto non farà certo dell’arte con quello scatto.
Nessuna arte inconsapevole quindi? Nessuno che può essere artista senza saperlo?
Ultimamente penso che ciò che fa veramente di una foto un’opera d’arte sia il titolo.
Una foto qualunque di un tozzo di pane bruciato su una tovaglia sporca intitolata “SOLITUDINE” manda giù di testa tutti.
È per questo che ho stampato dal mio fidato amico fotografo i miei migliori scatti digitali, che IO definisco artistici.
È mia intenzione trovare i titoli più fantasiosi, poetici, e inaspettati per dare un senso ARTISTICO alle mie foto, perché il TITOLO la sua porca differenza la fa.
Ogni aiuto è ben accetto sia via MSN, che versione live…
Scusate la mia vena artistica che ogni tanto esplode e insanguina tutto, ma in sto periodo va così… sarà l’influenza di Alessandro, o chissà cos’altro, ma mi sento carica per tutto ciò che è definito arte.
Soprattutto, dopo la mostra di Burri a Milano vorrei capire secondo quale criterio una cosa viene definita arte e un’altra no. Ma penso che a certe domande sia durissima trovare una risposta soddisfacente.
Se avete altre definizioni di Foto Artistica o altre categorie a cui non ho pensato sarei lieta di leggere i vostri utili commenti.
Mi raccomando…