Su Facebook da tempo si sta diffondendo una strana moda tra le/gli adolescenti (l’articolo femminile è messo per primo non casualmente). Da un pezzo esistono le “pagine” di cui diventare fan o piacenti, e fino a poco tempo fa tali pagine servivano solo a creare “link” (frasi ad effetto accompagnate da foto) che tutti gli utenti possono pubblicare sulla propria bacheca.
Tali frasi ad effetto sono sempre state prese a caso da autori famosi (tra i più gettonati Oscar Wilde, Jim Morrison, Bob Marley e i concorrenti di “Amici”) e diffuse spesso attribuite all’autore sbagliato.
Ora la cosa si è fatta più complessa.
Le fondatrici/i fondatori delle pagine non si limitano più a scrivere frasi di altri, ma si elevano al ruolo di autori e pubblicano note su note gonfie di loro scritti trasudanti depressione e sofferenza adolescenziale. Ovviamente non mancano i fanS adoranti che seminano “MI PIACE” come se piovesse e supplicano l’autore di continuare a scrivere.
I novelli scrittori vengono chiamati da molti sul Social Network “cantastorie” perché somigliano molto a tale categoria: sono ripetitivi, malinconici, usano paroloni ridondanti o parolacce per ribadire i concetti, e sono tutti convinti di avere uno stile unico ed inimitabile.
Esiste ovviamente più di una pagina che sfotte i cantastorie ed essi accompagnati dai loro fanS si difendono come possono rivendicando il loro diritto di scrivere e di essere giudicati senza insulti.
Io partendo da tutta questa situazione apparentemente poco interessante riesco a pormi un grosso interrogativo.
Facebook è il luogo adatto dove scrivere e pubblicizzare i proprio scritti?
I gGgiovani cantastorie sono convinti che ciò sia buono perché sono nati insieme a Internet e non conoscono altro modo per esprimersi se non facendo leggere a tutti ogni cosa passa loro per la testa (e si va dall’ultimo pasto fino agli amplessi col fidanzatino descritti in modo intenso e poetico).
Per loro quindi il ragionamento è elementare: “su Facebook c’è molta gente, io che sono molto brava/o scrivo qui dove tutti possono leggere e farmi molti complimenti” (per pubblicizzare la loro inutile pagina, aggiungo io).
Ma esistono anche lati negativi a cui i cantastorie sicuramente non pensano:
1) su FB è scritta un sacco di robaccia e un cantastorie valido potrebbe confondersi in mezzo all’orda di bimbiminkia impazziti che scrivono sbattendo il vocabolario sulla tastiera e sbandierando arte maledetta ad ogni nota.
2) su FB non c’è alcun tipo di sicurezza riguardo a questioni di copyright, il primo che scrive qualcosa è anche quello che può vederla pubblicata su decine di pagine altrui firmata da altri. In caso estremo, io disonesta arrivista senza idee, potrei fare un calcolato copia-incolla dalle varie pagine che popolano FB, mettere insieme 200 pagine, mandarlo a un editore e farmi pubblicare senza nemmeno scrivere qualcosa di testa mia.
3) ultimamente le case editrici pescano con grandi reti anche dalla rete (scusate il gioco di parole molto cantastoriale) pubblicando spesso autori conosciuti al pubblico grazie ai blog. Ma non credo sia fattibile che qualcuno possa prendere in considerazione editoriale un autore emerso su FB. Poi il mondo cambia in fretta e l’editoria è alla frutta, per cui chissà… ma io rimango molto scettica.
Sono stata anch’io cantastorie e tutto sommato mi considero ancora parte di questa maltrattata categoria.
Ho sempre scritto per sfogare i miei turbamenti adolescenziali (spero ormai finiti), spennellando le mie fatiche letterarie con un po’ di sano erotismo frutto di antiche voglie insoddisfatte (ormai sedate)… con la differenza che io mi vergogno terribilmente nel far leggere i miei scritti a chicchessia e soffro a rileggere ciò che ho scritto anche solo un anno fa perché lo trovo semplicemente raccapricciante sotto molti aspetti.
Non fate come me cantastorie, scrivete, riempite pagine di quaderni o fogli di OpenOffice, e fate leggere a tutti ciò che scrivete.
Ma su carta, agli amici, al bar, a scuola, all’università, parlando coi professori (molti di loro possono rivelarsi utili), al limite su un blog (se vi fidate così ciecamente degli internauti avidi di storie altrui).
Ma FB usatelo per cazzeggiare, per fare propaganda politica, per taggare le foto venute male, per fare i Quiz, per parlare con la Salsiccia della Fortuna…
…NON PER SCRIVERE!!!
Non c’è posto peggiore dove possiate esprimere la vostra dubbia capacità letteraria… la vita reale è il posto migliore dove farvi smontare i sogni di gloria, utilizzatela al meglio!