cover alcoliche pre-discoteca => da evitare ;)

Il rumore della zip spalancata su lei,
ti sorprese mentre eri al telefono, così.
Poi nel buio le sue mani, d'improvviso
tra i capelli.
É cresciuta troppo in fretta,
questa sua erezioooneee.

Se telefonando assisti ad un rapporto orale,
vai e poi filmalo!

Se guardandoli negli occhi non riesci a dirti basta,
unisciti a loro!

E se lui vuole, tu buttati su di lei e dopo
scopala forte!

Ma non sai spiegarti perché il tuo coito appena nato
è già finito!
Published in: on 4 giugno 2011 at 15:34  Lascia un commento  

DIECI VOLTE – Modena City Ramblers

Non so neanche a chi penso quando ascolto questa canzone…

…so solo che la sento MIA.

Dieci volte ti ho sognato dalle terre silenziose
dove l’albero dei baci appesi cresce alto tre le rose.
Eri in piedi e mi cantavi ogni volta una canzone
di un amore combattuto con il cuore e col cannone.

Dieci volte ti ho cercato nel randagio mio vagare
e ho tremato di passione al presagio del sostare.
Per una vita e oltre all’ombra del tuo sorriso,
ma il capriccio del destino ogni volta mi ha deriso.

Dieci volte ti ho parlato sussurrando frasi al vento
e aspettando che il mattino mi svegliasse col tuo argento.
Ogni volta era vuoto il letto dell’addormentato
ed amaro era il sapore che danzava sul palato.

Dieci volte ho riscritto la tua storia nel mio regno
le parole si stendevano ogni volta in un disegno.
I colori di una notte senza stelle e senza luna,
quelle notti che vorresti bestemmiare alla fortuna.

Dieci volte ti ho trovato nei giardini della mente,
dieci volte ti ho mancato, ogni volta per un niente.
Per un bacio mendicato, per un timido saluto…

L’undicesima è adesso e stavolta ti ho conosciuto.
L’undicesima è adesso e per il bel tempo che ho perduto.

Published in: on 26 marzo 2011 at 14:18  Lascia un commento  

Sanremo 2011 => commenti a caldo

Visto che mi sono stati chiesti commenti a caldo su Sanremo (neanche fossi un’opinion leader seria) ascolto i pezzi uno dopo l’altro dal sito della Rai e dico la mia.

Visto che sono in pochi a farlo… ;)

Anna Tatangelo – “Bastardo”: mi ricorda un’altra canzone che non so identificare in modo drammatico (forse “Essere una donna”: pezzo che funziona non si cambia?). Certe parti le canta come un termosifone sfiatato… non credo abbia l’X-factor. Per me è no.

Max Pezzali – “Il mio secondo tempo”: (ma il maestro Peppe Vessicchio è ancora al mondo???!) miii, com’è invecchiaaaato! O_O Perché canta in falsetto, che sia raffreddato? O_o mi mancavano i vecchi accenti sbagliati di Max. Niente di nuovo sotto il sole, ma gli vogliamo bene lo stesso.. (“succhiavàno”.. sto per commuovermi!)

Roberto Vecchioni – “Chiamami ancora amore”: che strano sentire Luca e Paolo dire “dirige il maestro Peppe Vessicchio (ancora lui?) canta…” Vabbè, il pezzo pare molto vecchioniano, c’è qualcosa di “Luci a San Siro” (molto) e qualcosa di “Forse non lo sai ma pure questo è amore”. Un buon pezzo cantautorale alla vecchia maniera, magari senza slanci, ma il verso sui ragazzi che difendono un libro, un libro vero, mi piace. PROMOSSO!

Giusy Ferreri – “Il mare immenso”: è un po’ meno citofono rotto di come me la ricordavo. Sarà il titolo, ma ha qualcosa della Bertè. Perchè dovrebbe scorrere sangue dentro al fiume? Sono tornate le piaghe d’Egitto? Boh, pensavo peggio, ma non mi è arrivata del tutto… non credo abbia l’X-Factor.

Davide Van de Sfroos – “Yanez”: come ha detto mia mamma sembra uno dei Modena City Ramblers. Mi piace!!! Molto folk, anche se parte del testo mi sfugge. Al Festival della Canzone Italiana in dialetto? Sei un grande! ;) PROMOSSO!

Luca Barbarossa e Raquel del Rosario – “Fino in fondo“: non male, molto sessuotica, anche se questi duetti sanremesi con lui e lei che si guardano negli occhi hanno un po’ reso. ‘Cielo’, ‘mare’ e ‘sole’ ancora non spariscono dai testi del Festivàl. Sbadiglio. Peccato, l’abbracciatona finale è molto tenera.

Modà con Emma – “Arriverà”: (ma perché  la loro entrata è accompagnata da ‘We will rock you’?) Pubblico un po’ meno ingessato del solito, incita, applaude e urla, buon segno. Ma io sta canzone l’ho già sentita… “Scusami” dei Modà sicuramente. Ma c’è qualcuno che ha portato una canzone diversa da quelle che fa di solito??? O_o oltretutto è un altro duetto lui-e-lei-che-si-guardano-negli-occhi. “La magia della neve che cade e rumore non fa”… è proprio Sanremo però, eh!

Nathalie – “Vivo sospesa”:  lei è davvero bella… Elio però le aveva detto di rendersi indimenticabile, e non credo che un paio di anfibi sotto un vestito frou frou bastino. Il testo mi piace, la base in certi punti mi ricorda un canto natalizio che sentivo a messa qualche anno fa… forse devo dormire.

Al bano – “Amanda è libera”: “curva come una virgola” è un verso molto masiniano. Questo coro a metà canzone così russieggiante era necessario? Sembra “Quando viene dicembre” dal film di Anastasia… un attimo, META’ CANZONE?? Quindi dura ancora 2 minuti??? O_o ommamma… ciononostante credo sarà l’unico pezzo che mi ricorderò di questa carrellata.

Anna Oxa – “La mia anima d’uomo”: il titolo già mi ispira ;) il testo infatti è bello, ma non lo sento con questo modo di cantare… ma è sempre stata così o anche lei è stata travolta dall’X-factor mode?

Tricarico – “Tre colori”: ‘Tricarico canta male, ma è il personaggio’ mi diceva un amico all’ultima partecipazione (2008?). L’atmosfera non è male, anche perché non ci sono picchi vocali particolarmente impegnativi per il ‘personaggio’. Diciamo che come pezzo d’amore per l’Italia preferisco questa a “Italia amore mio” O_o

Luca Madonia e Franco Battiato – “L’Alieno“: sono perplessa, la partecipazione di Battiato ricorda un po’ quella dei Nomadi (pardon, di Danilo Sacco) alla fine di  ”Il mondo piange” di Irene Fornaciari.

Patty Pravo – “Il vento e le rose”: dal testo che ho letto su Sorrisi&Canzoni ero arrivata alla conclusione che se non fosse cantata da Patty Pravo sarebbe bellissima… difatti è così. Però bel vestito ;)

La crus – “Io confesso”: di questa mi ricordo un testo pessimo, la giustificazione di un tradimento con una citazione di Oscar Wilde, giusto per pararsi il culo. Sembra un pezzo anni 40, non so se il crepitio da vinile che sento sia voluto oppure no. Pallosa. Sto diventando più cattiva… sono finiti, vero?

Sì. Edizione fiacca secondo me, casomai non si fosse capito.

Le opinioni sui GGGiovani le andate a leggere altrove, vero?

NB: ovviamente promossi a pieni voti Luca e Paolo con “Ti sputtanerò” ;)

http://www.youtube.com/watch?v=Npbj4ge2yh4

Ti sputtanerò, al Giornale andrò,
con in mano foto dove tu, sei con un trans,
poi consegnerò, le intercettazioni
e alle prossime elezioni sputtanato sei.

Ti sputtanerò, con certi filmini,
che darò alla Boccassini dove ci sei tu
e le mostrerò
donne sopra i cubi e ci metto pure Ruby e ti fotterò.

E se Emilio (Fede), non si vede
ce lo aggiungo col Photoshop
ho già sentito Lele Mora che dichiara, cosa? Tutto.

Ti sputtanerò, sarà un po’ il mio tarlo
con la casa a Montecarlo
dei parenti tuoi, mogli e buoi tutti tuoi.

Ti sto sputtanando, dove? In questura
pure porto anche la Santanchè.

Le ragazze stanno dalla parte mia, e so che mi sostengono
e se l’affitto in via Olgettina
è intestato a me.

Tuo cognato già lo sai io lo dimostrerò
che la casa al principato appartiene a lui, lo so.

Ti sputtanerò farò l’inventario
con Noemi e la D’Addario dei festini tuoi

Ti sputtanerò! Dirò a D’Agostino
che tua suocera e Bocchino
han gli inciuci in Rai
E se tu intercetti la Nicole Minetti
c’è Ghedini che intercetterà te.

Ti sto sputtanando, dove,
da Santoro, quando, ora chiamo
Ti sputtanerò non mi butti giù,
sì ma il sei aprile in aula ci vai solo tu.

Published in: on 16 febbraio 2011 at 11:09  Commenti (1)  

“E chi se ne frega” se è una cover dei Metallica!

Pessimo titolo. Lo so. Vabbè.

Non sono una fan dei Metallica. Non li conosco abbastanza da considerarmi fan, conosco Nothing Else Matters e basta, e si sa che i VERI fanS di un gruppo si incazzano se uno dice di apprezzare il tal gruppo per una sola canzone. Per cui no, non seguo i Metallica. Ma sono una Masiniana DOC, lo sanno tutti e questa è una croce che mi porterò dietro tutta la vita con orgoglio! ;) E tutti sanno anche che Marco Masini ha avuto la infelice idea nel 2001 di coverizzare il pezzo più famoso dei Metallica, scatenando, una volta arrivata la canzoni su internet, l’ira dei fanS metallici (incuranti del fatto che i Metallica stessi hanno autorizzato e apprezzato la cover)!

Su youtube esistono diversi “video” (tra virgolette, perché sono slideshow) della canzone “E chi se ne frega”, la tanto odiata cover, e sotto questi video si scatenano puntualmente vere e proprie guerre tra Masiniani e Metallici, il che è abbastanza normale. Quello che non mi spiego è perché la canzone viene accusata di non avere senso.

Può essere cantata male (molti non apprezzano la voce che tanto io adoro), può non c’entrare una mazza col testo originale (succede, la metrica in italiano non è semplice da trattare), ma un senso ce l’ha e anche abbastanza palese. Proverò a spiegarlo di seguito, sperando che nessuno mi mangi.

Lo so che il tempo lo sa che siamo nascosti qua, in fuga dalla realtà, e chi se ne frega.
L’iguana dei passi tuoi, il tuo inguine di viva orchidea, dove annegano gli occhi miei e il tempo si ambigua.

Abbastanza palesemente il pezzo parla di 2 fanciulli che si nascondono dal mondo per amoreggiare in santa pace. In fuga dalla realtà lui se ne frega del resto perché lei è sensuale, e si muove nel letto come un’iguana (vabbè, magari non è il massimo come complimento, ma Marco è fatto così). Ho letto commenti su youtube di gente che si chiedeva che cosa fosse l’inguine… ve lo spiego io, è la parte del corpo che sta sopra il pube, e quello femminile, sforzando un po’ l’immaginazione può assomigliare a un’orchidea (Marco le orchidee le mette dappertutto, non so come faccia a farcele stare nella metrica, ma l’orchidea è un pilastro dei suoi testi più famosi). Gli occhi di lui annegano nella visione eroticissima di lei che iguaneggia nel letto con questo inguine orchideico, tanto che il tempo sembra ambiguarsi (una licenza poetica sul verbo gliela lasciamo fare??) e dilatarsi mentre loro amoreggiano fregandosene di tutto. Che bello… che invidia!

Io da qui non mi muovo più,  abbracciato a una croce tu, mentre il sole riallaga il blu, e chi se ne frega.

Il nostro fanciullo, vista la situazione, non ha alcuna intenzione di muoversi, anche se sta albeggiando e in teoria dovrebbe cominciare per gli amanti una nuova giornata. Lui se ne frega (ipotizzo che quello abbracciato alla croce sia sempre il nostro protagonista che parla a se stesso… essere dipendenti da una ragazza iguanesca è dura dopo tutto, quasi una crocifissione al letto!) ;)

Voglio quello che vuoi tu, voglio il tempo che non ho e l’avrò!

Entrambi vogliono continuare a fare le peggio cose per ‘ore, ore e ore, senza bere né mangiare, senza neanche respirare, solamente far l’amore’ (cit. “Il bellissimo mestiere”, stupendo pezzo di Marco contenuto nello stesso album di “E chi se ne frega”… un seguito?). Il tempo manca perché comincia a farsi giorno ma loro se ne fregano, avranno tutto il tempo che vogliono, a costo di prendersi un giorno di ferie.

Il tempo ai cani e alla polizia, SPARA ANSIA e dietrologia, fa che insegua la nostra scia, e chi se ne frega.

[ora faccio la colta] In una novella del Decameron una donna viene processata per adulterio. Riesce a farsi scagionare chiedendo candidamente al giudice che avrebbe dovuto fare col suo desiderio: “…Debbolo io gittare ai cani? Non è molto meglio servirne un gentile uomo che più che sé m’ama, che lasciarlo perdere o guastare?” (ho sempre stimato questo personaggio). Comunque, Madonna Filippa non poteva gettare ai cani il suo desiderio, Marco vuole tranquillamente sbarazzarsi del tempo che dovrebbe trascorrere fuori dal letto, che venga la polizia a prenderlo se proprio vogliono farlo alzare! Il termine DIETROLOGIA invece, che molto fa incazzare i Metallici “indica la ricerca di supposte motivazioni nascoste che sarebbero all’origine di un avvenimento: si presuppone che un evento sia dovuto a cause diverse da quelle manifeste o conosciute, collegabili a trame oscure, presumendo di conoscere e poter rivelare quello che si nasconde “DIETRO” la facciata ufficiale degli avvenimenti storici. Il punto cardine dei dietrologi è la domanda ‘a chi giova’ un determinato fatto, sottintendendo l’ipotesi che tale avvenimento potrebbe essere stato provocato ad arte” (cit. Wikipedia, che credevate?). Il tempo che Marco trascorre senza di lei è colmo d’ansia e lui continua a chiedersi quando non è con lei, PERCHE’ devono separarsi. E’ il tempo quindi che deve adattarsi al loro amore, e seguirne la scia… fregandosene!

Io da qui non mi muovo più, neanche se te ne andassi tu, su quest’erba che guarda in su e sembra che prega.

A lui pare piacere proprio il letto, la presenza di lei ormai è irrilevante (ha finito i preservativi?). Il letto però potrebbe anche essere un soffice prato primaverile, dove l’erba, mossa dal vento, sembra pregare in quanto viene spinta verso l’alto.

Voglio quello che tu vuoi, voglio quello che vorrai, voglio vivere di più, voglio il tempo che non ho e l’avrò, sì!

Il ragazzo ha le idee chiare: vuole più tempo per spassarsela con lei, sa che anche lei ha le stesse intenzioni e farà di tutto per ottenere il suo… SCOPO!

Lo so che il tempo lo sa che siamo nascosti qua e se vuole ci raggiungerà, ma chi se ne frega!

Tutto però ha una fine, specialmente le giornate/nottate-amplesso. Marco (o chi per lui) sa che il tempo da vivere fuori dal letto  li raggiungerà perché SA che loro si nascondono alla vita di tutti i giorni… ma lui se ne frega!

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Ho sempre trovato molto bello questo testo, anche se capisco che sia ermetico e che “E chi se ne frega” non sia così poetico come “Nothing else matters/Nient’altro importa”… ma è comunque un testo con un senso e un filo logico.

Siate buoni Metallici, non ho niente contro di voi… è solo difficile convivere con tanto astio nei confronti del proprio beniamino! ;)

Published in: on 31 gennaio 2011 at 17:04  Commenti (4)  
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il Musical di Aladin dei Pooh… perché no? ;)

I musical mi sono sempre piaciuti, credo. Dai film classici Disney che sono vere e proprie opere cantate spesso magnificamente, ai moderni spettacoli teatrali tratti da romanzi o fiabe.

In tutto questo non ho mai capito perché gli uomini eterosessuali 9 volte su 10 odiano i musical!

Mi sono data come spiegazione il fatto che vedono l’ambiente di Broadway legato a stereotipi omosessuali e apprezzare un musical per loro sarebbe un attacco alla loro virilità…

Ma non è delle turbe sessuali dell’uomo medio che voglio parlare.

Ieri sono andata a vedere “Aladin il Musical”, con una sola D e musicato dai Pooh.

Manuel Frattini ha già interpretato nell’ordine Pinocchio, Peter Pan, Robin Hood (*__*), e adesso Aladin, quindi è abituato a dominare il palco con ruoli da protagonista fiabeschi che gli calzano sempre a pennello. Ha uno stuolo di meritatissime fanS di tutte le età che lo segue ovunque con entusiasmo trascinante e che non resta mai deluso!

Frattini è, anche come Aladin, circondato da artisti preparati quanto lui: Simone Sibillano è già stato altri cattivi ombrosi prima di Jafar, ma qui dà il meglio di sé con un pezzo fantastico dal titolo “PESSIMO”! XD (“Pessimo, qualunque cosa faccio sono pessimo, state alla larga sono cattivissimo, e non mi pento perché sono pessimo! Specializzato ad ingannare il prossimo, perché nel doppio gioco sono il massimo.”).

Jasmine non è un personaggio molto presente come ci si aspetterebbe dalla protagonista femminile, ma la cantattrice è comunque molto brava, come la sua esplosiva dama di compagnia che a metà del secondo atto lascia pubblico, Aladin e Abù basiti con un pezzo rock, magari fuori luogo, ma eseguito meravigliosamente (“Qualunque cosa succeda non fare il furbo perché ti tengo d’occhio e dovrai fare i conti con me. Con lei non devi giocare, non ti permettere mai, CHE se soltanto ci provi ti metto nei guai!”)

La vera star dello spettacolo è però il Genio interpretato da Roberto Ciufoli (sì, quello della Premiata Ditta) a cui è affidata la parte comica dello spettacolo. Il doppiatore del Genio nel film Disney era Gigi Proietti, che nella versione italiana contribuiva a rendere il personaggio indimenticabile. Ciufoli non fa rimpiangere il suo alter-ego blu e nello stesso modo nei pezzi parlati snocciola citazioni che forse il pubblico bambino del teatro non coglie (“Ok, ti trasformerò in un principe… ma niente Sanremo!”). XD

Parentesi sul pubblico bambino del teatro: io e la mia accompagnatrice abbiamo scelto erroneamente lo spettacolo pomeridiano e ci siamo ritrovate alle spalle una fila popolata di soli bambini. Ciufoli ha aperto lo spettacolo in smoking con “IO SONO IL PROLOGO!” e abbiamo sentito la bambina dietro di noi chiedere alla vicina “Che cos’è il Prologooo?” (O_o)

Contrariamente alle nostre funeste aspettative i pargoli sono stati buoni tutto il tempo, tranne al fatidico momento del bacio.

“Ma che schifooo! Guarda i maschi, guarda i maschi! Io non lo farò mai, che impressioneee!”

BELLINI! Aspettate 5 o 6 anni, poi mi dite…! ;)

Positivo anche il fatto che sia già disponibile al banchetto del merchandising (tra felpe, magliette, borse, tazze, spille, portachiavi e il gioiello d’argento di Aladin) il CD con i 17 brani del musical più il medley dopo i saluti.

Solitamente per un musical bisogna aspettare il terzo tour per avere uno straccio di incisione dei pezzi e bisogna arrangiarsi per mesi a sentirli su youtube dalle riprese clandestine ovattate fatte a teatro.

Unica nota negativa: l’uso di maschere per i personaggi secondari della corte.

Per prima cosa non permettono di riconoscere l’attore che si cela sotto lo strato di plastica e lo spersonalizza (e nel caso di Sibillano mi è dispiaciuto molto non vederlo sotto quello scafandrone macrocefalo!), ma poi… chissà che caldo!!!

In conclusione, se vi capita l’occasione e non siete uomini eterosessuali che odiano i musical, andatelo a vedere! ;)

Published in: on 17 gennaio 2011 at 16:08  Commenti (2)  

Tempo alle mie voglie (La sintesi)

Lascia che io sia nervoso quando mi sembra che tutto vada troppo piano: chi va piano a vent’anni non è sano e andrà poco lontano. Lascia che non abbia rispetto per qualche regola o istituzione e vada spesso a letto troppo tardi e poi mi svegli strano.

Comunque adesso non ha senso dare un senso a tutto e quindi adesso io acconsento alle mie voglie

Comunque adesso io non riesco a dare tempo al tempo… Comunque adesso io non posso dare un senso al tempo

Lascia che ti porti a letto senza doverti far capire chi sono. Chi l’ha detto che sono così importanti i baci preliminari? Lascia che io ti riprenda dalle normali sensazioni di smarrimento e disillusione. Non prenderti sul serio e forse ti divertirai…

Che tanto adesso non ha senso dare un senso a tutto e quindi adesso io acconsento alle mie voglie

Comunque adesso io non riesco a dare tempo al tempo… Comunque adesso io non posso dare un senso al tempo

E come sempre ho un po’ paura delle forze opposte… e come sempre ho un po’ paura delle forze opposte

Comunque adesso non ha senso dare un senso a tutto e quindi adesso acconsento alle mie voglie

Comunque adesso io non riesco a dare tempo al tempo… Comunque adesso io non posso dare un senso al senso

E come sempre ho un po’ paura delle forze opposte. Forse è per questo che non riesco a stare attento.

Comunque vada darò tempo alle mie voglie.

Published in: on 1 gennaio 2011 at 11:21  Commenti (2)  

TESTI dei Misero Spettacolo

Il sottobosco della musica indipendente è ricco di piccole perle e tra queste ci sono i Misero Spettacolo, che tra i loro pregi vantano testi molto articolati e ricchi di significato. Tali testi a mesi dall’uscita del nuovo disco “L’inconcepibile” non sono ancora disponibili su alcun sito, e se anche ci sono, sono poco raggiungibile dal frettoloso pubblico di internet.
Per cui con una pazienza certosina mi metto a battere i testi migliori, perchè in caso di ricerca su Gooooogle possano saltar fuori senza perderci ore. Appena avrò altro tempo e soprattutto altra voglia mi lancerò a scriverne anche altri, ricopiandoli fedelmente dal libretto del CD. ;)


78 MESI

Spio le mie aspettative sulle lunghe trattative
di produrre l’elisir di lunga vita dell’amore.
Ibernato in un armadio in viaggio su di un tir
nel via vai di una strada dominata dal rumore
di un motore euro 4 padre del cinismo
mietitore del pre-euro figlio del romanticismo.
Eclissato nella polvere della mia stanza nella speranza
che sia solo un eufenismo per ridurre la mia sofferenza

L’amore non è solo un verbo, nè un sentimento.
L’amore è azione, un naturale movimento.

Che l’amore mai non muoia questo si capisce
dalla storia che ci insegna che un ricordo mai finisce, è la passione che fallisce.
Tutto il resto resta scritto come tra le righe di un racconto di Richard Ford
dove hai giocato hai giocato tutti i tuoi gettoni senza mettere alcun record.

E fabbrichiam cannucce per raccogliere le tracce di ciò che resta ormai patetico e stagnante
sul fondo di bottiglia a collo stretto sulla riva di un lago ormai banale
inevitabilmente si esaurisce la curiosità di cercare nuove isole
da segnare per sognare viaggi su cartine geografiche.

L’amore non è solo un verbo, nè un sentimento.
L’amore è azione, un naturale movimento.
e mi fa paura la mancanza di drammaticità del tuo lago nella sua staticità,
mentre mi incanta ancora l’oceano e la fatalità della sua dannata dinamicità
che non cede a compromessi, non permette delusioni ma che sovrasta su ogni futilità

L’amore non è solo un gioco, nè solo un’emozione,
ma carne, sangue in movimento, l’amore è azione.


La MACULATA di LAURA

Laura ha partorito una teoria contro i servi di partito schiavi delle mura sorte
intorno ad un dito pronto ad indicare il lato opposto della strada
occupata dai rivali e i loro errori giudicati tali negli anni tra gli inganni.

Ma nella sua fredda città non c’è spazio per le idee
nel regime dell’uggiosità contano solo le bugie.

Laura ha predicato invano nel regno dei ciechi dove ogni guercio è sovrano
dimostrando che il totale è più grande della somma delle parti,
che lo sguardo è un riflesso nello specchio.
L’uniformità non è sinonimo di unità, ma solo parte di un disegno maculato che vaga.

Nella quotidianità non c’è meritocrazia,
dilaga la mediocrità mascherata da democrazia.

Laura confonde le bugie col suo mercato delle idee, come carte mescolate in una farsa, l’arte di mentire a se stessa
perchè Laura non sa di esser lei stessa parte della causa di tutta questa inesorabile mediocrità.

Nelle sue realtà non c’è fonte di energia, manca di curiosità la madre della fantasia.
Nella nostre verità ignoriamo le periferie, strisciamo sulla banalità tra le solite diconotomie

Laura ha partorito una bugia.

Il GIOCO delle PARTI

Quel divani per lei sarà la culla degli eroi
che popolano i sogni suoi
compratele amore al mercato della fame,
leggetele poesie, lenite la pena
di una storia uniforme vissuta in cucina
tra gli scarti di sogni ed un uomo seduto
che tra ombre, utopie, bugie e canzoni
vive di errori nascosti in cantina.

Ogni gioco ha le sue logiche, ogni sfida i suoi sfidanti ma
chi non gioca da sempre è si sa, in partenza un perdente.

Nello specchio io cerco un uomo diverso
che tra lacrime e panchine non riesce ad amare,
a scoprire il piacere, proibire il pudore
a gestire la fede, lenire il dolore
di una misera mente, perchè misera è sempre
una mente che pensa adagiato sul collo di
un corpo deforme di atleta invecchiato
in preda all’angoscia di esser sconfitto.

Ogni gioco ha le sue logiche, ogni sfida i suoi sfidanti ma
chi non gioca da sempre è si sa, in partenza un perdente.

… è da tempo che non sento più dirti “TI AMO”,
è da tempo che esisto solo in disparte per odiare chi gioca.

La fantasia va allenata, i perdenti sconfitti, la mediocrità annientata
questa è la logica.
Ogni perdente infide odia le sfide,
di ogni sfida è figlio l’odio e questa è la verità.
Se non smetto di odiare non potrò mai amare, non potrò mai vivere,
se non smetto di piangere non potrò mai giocare.

Il PONTE dei SOSPIRI

Tu guarga i riflessi delle ombre di noi attraversano ponti e canali bui
nel caos e nel silenzio di una magica città
teatro in 3 quarti della nostra povertà.
Guarda quanta indifferenza si shcianta sui miei occhi amanti di atroci
costumi rei di egoismo venduto a falsi Dei mascherati di amore e di libertà.

Venezia, contessa di giorno
Venezia, poetessa di notte
Venezia venduta ad amanti e turisti
Venezia venduta a poeti e musicisti
Venezia venduta al dolore
Venezia venduta al rancore.

Ora guarda quel varco lassù di quel ponte chiamato “dei sospiri”.
Ha regalato lacrime del tempo che fu o solo gocce di poesia e di libertà.
Se ci guarderai bene vedrai il volto mio affacciarsi nel dolore al cospetto tuo
giudicato e condannato prima di giungere nelle fredde carceri
sarà l’ultimo respiro mio.

Venezia, contessa di giorno
Venezia, poetessa di notte
Venezia venduta ad amanti e turisti
Venezia venduta a poeti e musicisti
Venezia la poesia è solo in te
Venezia nel dolore poesia non c’è…
poesia non trovo nel dolore.

Ma ti ricordi oggi com’era difficile parlare di noi due e dell’amore
ed invece ricordi com’era facile in silenzio noi 2 fare all’amore.
Non riesco a sentire più quello che dici,
la voce tua è coperta dall’urlo di quello che sei.
Qui le celle sono fredde, buie e trasudanti
dalla calle sento l’urlo dei soliti passanti.
Venezia tu fammi fuggire, mi devi qualcosa,
mi devi due labbra due seni e gli occhi di lei.

Venezia, signora di giorno

Venezia, puttana di notte
Venezia tu sei in debito con me
mi devi l’amore, una poesia e una canzone
mi hai illuso, ucciso, non scherzare
non è più il tuo carnevale.
Venezia ti chiedo perdono,
ho scritto una canzone
ed ora sono solo… in debito con te…

IL PREZZO da PAGARE

Rinuncerei a peccare se Caronte

mi traghettasse indietro verso il tuo
limbo

piuttosto che attraversare l’Acheronte

senza riuscire a dimenticarti.

Se poi penso a questo fiume di lacrime

che mi è toccato riempire

a riva di uno specchio sempre sporco e
ormai vecchio

penso che sia proprio questo il prezzo
da pagare.

Annegare tra le fiamme e piangendo
invecchiare,

penso che sia proprio questo il prezzo
da pagare

per un idiota che come me crede ancora
nelle favole

s’innamora, sogna e poi si sa come
per tutti, tutto finirà.

Inciampando sempre come me

tra i suoi piedi goffi come se

sapessi da una vita che questo è il
prezzo da pagare per

non aver accettato come te

un posto in banca, una TV ed un tappeto
blu.

Pensando poi al tuo odore, ai tuoi
smalti e i tuoi vestiti

mi dico “maledetto il giorno che ho
deciso di partire”.

Non so cosa darei per tornare da te

invece di consumar me stesso cantando

questa solitudine puttana che non ha
rispetto

di un uomo che un ruolo non sa dove
cercare.

Penso che sia proprio questo il prezzo
da pagare.

Condannato a rievocare le tue parole
che

mi dicon “lascia stare, stai lontano
da me.

La voce dei tuoi sogni sarà una gogna
per te,

ed io invece lì testardo che continuo
a frugare

penso che sia proprio questo il prezzo
da pagare

per un idiota che come me crede ancora
nelle favole,

s’innamora, sogna e poi si sa come
per tutti, tutto finirà.

Mi chiedo se qualcun altro come me

crede ancora di poter raggiungere

questa complicità che ci sfuggirà.

Avrei voluto fossi proprio tu questo
sognatore folle che

avrebbe vissuto come me

inciampando sempre come se

sapesse da una vita che

questo è il prezzo da pagare per

non aver accettato come lui

un posto in banca, una TV ed un tappeto
blu.

Ma poi mi dico quali favole?

Sono solo di passaggio come te

come lui, come tutti noi…

Published in: on 17 febbraio 2010 at 20:02  Commenti (8)  

la solita Querz che parla con le frasi degli altri

Il mio ultimo post era diverso da tutti i suoi predecessori.
Non ho mai inserito il testo di una canzone senza curarmi di dare spiegazioni (specie una canzone reduce da X-Factor!), ma era un periodo di transizione da una condizione a un’altra, e il testo delle Yavanna era, a mio parere, sufficentemente esplicativo per dare l’idea del mio cambiamento.
Non sono cambiata seriamente, ma ho semplicemente deciso di smettere di cercare di fare cose che da agosto a Natale non mi sono riuscite.
Le donne non sono in grado di distinguere sesso e sentimenti, per lo non io anche se credevo di sì, e quindi è inutile cercare qualcuno solo per uno scopo, perchè tanto finirà sempre per interpretare due ruoli.
Tanto vale fermarsi a riflettere, decidere con chiarezza a cosa si è disposti a rinunciare, e se tale rinuncia sarebbe in realtà una perdita.
Sono sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta l’8 dicembre, e sono pienamente soddisfatta di come stanno andando le cose.
Ancora una volta comunque farò parlare le canzoni in queste pagine, perchè sono loro ad accompagnarmi in ogni momento e che talvolta mi aiutano a decidere.
Dal momento che, come dice Valerio, "Non importa CHI canta una canzone, ma COSA questa ci comunica" rimescolerò di tutto e di più, e forse aggiornerò questo post volta per volta…

Penso a come un vile bisogno
simulando ti avrà sedotto
devastando ogni sogno, dimmi cosa hai avuto
oltre a un nuovo corpo tra le braccia.
Era il miraggio di voi esche da caccia.
Cosa ti ha lasciato oltre al ricordo di un effimero piacere fisico?
In FONDO poi COSA RIMANE per TUTTO ciò che ci ACCADE oltre al RICORDO?


Un numero è una pura astrazione matematica
ma ti capita mai
di dare un’importanza esagerata a una sola serata
o a di che segno sei…?
Così che dando i numeri gli ho dato anche il mio
e dopo stavo come solo sa spassarsela Dio.
 
E aspetto un SMS, come se piovesse
non mi sembra di essere più in me…

So bene come andrà a finire, ed i pensieri miei vanno…
Io sento dentro "puoi fidarti", mentre la testa mia "non lo fare!".
-Certo sei curiosa! Tu nascondi l’evidenza…
Noi ti conosciamo, non t’arrabbieresti tanto senza una ragione,
se non fossi tanto presa dall’eroe!

Non so perché, ma è più forte di me!
-Ammettilo, che felice sarai…
Scusatemi, ma non glielo dirò!
-Che storie fai? Tanto glielo dirai!



"Ma guarda, lo stesso locale
le stesse patate, lo stesso brachetto!"
… e ad ogni domanda una nuova conferma
un identico ritmo di vino e risate
e poi l’emozione di quel primo bacio
le labbra precise, perfette, incollate.

Sconosciuti, tu non eri nei piani,
stiam vivendo nuove complicità

ma era un po’ che il cuore voleva
…funzionerà…

Con te che io voglio riempire i miei giorni,
Te che io voglio far veri i miei sogni.
Te, questo viaggio ha porti sicuri
chiari contorni…



…oggi sono io che ballerò per te, vieni presto muoviti sopra di me…

La parte dei bacini e dei ‘ti amo’ la saltiamo
e facciamo saltare i bulloni a questo divano
bruciamo come un vulcano
le lingue fiumi in piena
sentirmi viva con le tue unghie sulla schiena!

Animoticon

Cucciolo dimmi cos’hai
perchè se piangi sto peggio di te
e i tuoi problemi lo sai sono i miei
perchè se piangi vuol dire che forse non piangi per me

Io non ti prometto qualcosa che non ho

quello che non sono
non posso esserlo

anche se so che c’è chi dice

"Per quieto vivere bisogna sempre fingere"
Non posso giurare
che ogni giorno sarò

bella, eccezionale, allegra, sensibile, fantastica

ci saranno dei giorni grigi
, ma passeranno sai

spero che tu mi capirai

Se ne dicon di parole, gocce come quando piove

del silenzio che c’e’ poi, resta l’eco dentro noi.
Se ne dicon di parole, sono schegge di rancore

come artigli di avvoltoi… fredde lame di rasoi.
Queste parentesi del cuore, sono segreti chiusi in te

tra i rimpianti e le emozioni io scelgo te

Published in: on 27 dicembre 2009 at 12:02  Commenti (3)  

Cambiamenti

Nuvole che stanno per scoppiare
troppo piene di contorte verità.
Col sorriso aspetta il temporale
che cancelli questa eterna siccità.

Questo inevitabile destino
ti ha chiamato e dice che ti aspetterà,
ora ricomincia il tuo cammino
perchè ora senti la necessità.

Cerco me stessa nell’aria
nel buio profondo mi voglio una donna migliore.
Cerco le mani di un altro da oggi al domani che il nero diventi colore.
Vedo un airone nel vento
in fondo al tramonto lo sento anche in questo silenzio.
Scopro la pioggia sul viso,
negli occhi lo sguardo di chi è già una donna migliore

Un passo dopo l’altro puoi trovare
la soluzione a un’ingannevole realtà.
La chiave che permetta di tornare per sfumare tutte le perplessità.

Grande la paura di riaprire una porta chiusa ormai da secoli
ma hai la volontà di camminare da un passato ad un futuro che è già qui.

Cerco me stessa nell’aria
nel buio profondo mi voglio una donna migliore.
Cerco le mani di un altro da oggi al domani che il nero diventi colore.
Vedo un airone nel vento
in fondo al tramonto lo sento anche in questo silenzio.

Scopro la pioggia sul viso,
negli occhi lo sguardo di chi è già una donna migliore.

 

Published in: on 7 dicembre 2009 at 11:07  Lascia un commento  

Per te… solamente per te!

 
Accettami così
ti prego non guardare
nella mia testa c’è
un mondo da ignorare.
 
(…)
 
Accettami e vedrai
andremo fino in fondo
non pensare a cosa è giusto
e a cosa sta cambiando.
Andiamo al polo nord
o al sud se preferisci
accettami ti prego
dimmi che ci riesci…
 
Non ho detto mai
di essere perfetta
se poi ti aiuto io a scoprire
ogni mio difetto.
Se ne trovi di più
ancora mi sta bene
basta che restiamo
ancora così insieme.

 

Published in: on 23 maggio 2009 at 15:08  Lascia un commento  
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