“Dei bambini non si sa niente” di Simona Vinci… recensione?
Dire candidamente che “Dei bambini non si sa niente” di Simona Vinci mi sia piaciuto sarebbe indelicato e spaventerebbe i miei lettori che hanno avuto la (s)fortuna di leggere questo libro.
Non è una lettura piacevole, come detto dalla mia docente di Semiotica, e non è da leggere la sera.
Però è scritto bene, e forse, essendo opera di un’esordiente, può subire l’accusa del racconto volutamente scabroso per destare orrore nei lettori, ma per pubblicare sicuramente e in fretta.
Si sa che il sesso, specie se raccontato in certi termini vende sempre ed è un mercato che non rischierà mai il fallimento.
Opera di denuncia? Non lo so, non ho letto abbastanza testi scabrosi (strano, eh?) per dire quali sono quelli paraculo e quali quelli solo belli. Non ho ancora avuto il coraggio di leggere De Sade e “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire” l’ho trovato un racconto erotico di piacevole lettura estiva, senza starmi a interrogare sulla veridicità dei fatti narrati. Il testo di Simona Vinci invece ti pone davanti a interrogativi forti.
Giri l’ultima pagina, ti trovi davanti il logo Einaudi e sei terrorizzato, sconvolto, inorridito… le hai tutte!
Ma sei arrivato fino alla fine senza saltare pagine, e certamente non ti dimenticherai di questo breve romanzo tanto facilmente. E per quanto mi riguarda questi sono i segnali che mi dicono “hai appena finito un bel libro, non lo vendere alla prima bancarella dell’usato”.
Leggetelo e giudicate voi, facendomi sapere come la pensate in un commento.
Test Libresco (preso dal forum di Ozoz)
qualcosa che abbia venduto un sacco, per camparci un po’!
"L’Isola del Tempo Perso" di Silvana Gandolfi e tutti quelli della Wilson!
"Robin Hood" di Alexandre Dumas (sono di nuovo in piena fissa con Robin!)
"Il visconte dimezzato" di Italo Calvino
"Il gioco di Gerald" di Stephen King
ho sotto gli occhi la lista di tutti i libri che ho letto, ma non ne trovo uno che abbia un finale del tutto soddisfacente!!! Ciò non è affatto buono!
"Come un Romanzo" di Daniel Pennac
"Robin Hood" di Alexandre Dumas [ancora...] (ha di buono che non mi ha fatto piangere SOLO alla FINE, ma anche IN MEZZO. Non è l’unico comunque!)
tra i più recenti direi "Rivergination" della Littizzetto, senza ovviamente dimenticare quelli di Giobbe Covatta che sono puro genio!
"La fattoria degli animali" di George Orwell
"Una lacrima sul viso", le 50 canzoni più deprimenti della canzone italiana. Mi sono fatta tante di quelle ghigne!
a meno che non sia una porcata assurda, di solito penso sempre che il libro che ho appena finito di leggere sia il più bello, per poi cambiare idea al libro successivo!
Natale Letterario!
Ave a tutti! Come al solito il Natale l’ho passato a Faenza in mezzo al parentado… è per questo che sono sparita per 2 o 3 giorni!
È stato un Natale molto pollegge… non ricco come il precedente, ma i miei 350 € me li sono beccati… (l’hanno scorso erano 500 €)!
Più che altro si può dire che è stato un Natale LETTERARIO: nel senso che ho passato tutto il 25 e tutto il 26 con la testa affondata nei libri…
A Faenza mi ero giudiziosamente portata solo “Doppio sogno” di Arthur Schnitzler, “Papà Goriot” di Balzac (che sono quelli che devo leggere per scuola) e “Carrie” di Stephen King (come extra) e contavo di leggerli solo la sera come faccio a casa.
Non avevo considerato che a Faenza non c’è il PC a portarmi via la parte migliore delle mie giornate, quindi: il 24 ho finito “Doppio Sogno” che era già agli sgoccioli, e ho iniziato “Papà Goriot”… mi sono resa conto che il vecchio Balzy si dilunga un po’ troppo con le descrizioni e sono arrivata a metà libro saltando TUTTE le descrizioni inutili! (Balzy… non mi puoi passare 5 pagine a descrivere una casa!).
La sera del 24 mia nonna si è resa conto che non aveva niente da impacchettarmi per la mattina dopo (a parte i denari sopra citati) e mi ha spedito a Faenza a fare acquisti… cosa avrò comprato io? Un libro ovviamente! Se Jacqueline Wilson ne scrive uno nuovo non è possibile che io me lo perda (non importa se io cresco e lei continua a essere un’autrice per ragazzi: i suoi libri sono sempre bellissimi). Quindi il 25 l’ho passato immersa nella lettura di “Love Lessons”, e la sera l’ho finito.
Il giorno dopo incapace di tuffarmi nelle descrizioni di Balzac, ho preso “Carrie”, l’ho iniziato e l’ho finito… (Stephen… boh, secondo me può sempre far di meglio! Sia qui che ne “Il gioco di Gerald”) e anche il 26 è passato!
Ora Balzac incombe su di me… sono a ¾… speriamo bene!
In sostanza ho passato 3 giorni a divorare: cibo e carta stampata!
È arrivata tanta altra roba questo Natale… passerò l’inverno bevendo sambuca e ascoltando la compilation degli ABBA che mi ha regalato mio padre… Detto questo sproloquio poco interessante… concludo!
Mamma mia, here I go again
My my, how can I resist you
